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Siderurgia

L'industria della lavorazione dei metalli.

Un'opera dello scultore Cristiano Nicoletta in omaggio a François Balthazard Mongenet - foto Simone BertolaPont-Saint-Martin ha detenuto per anni un ruolo di punta nella siderurgia valdostana, potendo vantare una tradizione secolare in questo campo.

La forza delle acque del Lys è stata, fin dal passato, sfruttata per azionare macchine come mulini e forge per la lavorazione dei metalli.

Le prime notizie storiche risalgono al XV secolo, a partire però dal XVI secolo può essere individuata la prima famiglia che si dedica all'attività di fucinatura: i Beccour.
Il capostipite Pietro Beccour, incomincia la sua attività di "gestore di fucine", ottenendo nel 1510 il permesso dai signori di Pont-Saint-Martin di insediare una forgia sulle sponde del torrente Lys.
Il numero di questi centri di lavorazione del metallo andranno crescendo nel secolo successivo.

In seguito, la siderurgia locale si sviluppa fino ad arrivare al XVIII secolo, periodo in cui possiamo citare nomi forse più conosciuti come Bernardo Mutta, Giacomo Marchese, Carlo Michetti e Carlo Franceso Gastaldi.

Lo sviluppo vero e proprio, nel senso più ampio del termine, lo si avrà solo in seguito, con l'arrivo del personaggio che può essere considerato il vero pioniere della siderurgia non solo valdostana, ma addirittura italiana: Francois-Balthazard Mongenet (1769-1854).

Il figlio di Carlo Francesco Gastaldi, Domenico Vitale Gastaldi versa in una situazione finanziaria precaria: meso alla strette dai creditori, decide di mettere in vendita tutta la sua azienda. La miglior offerta gli viene dal francese Mongenet, il quale rileva tutti gli impianti produttivi in data 12 febbraio 1807.

Mongenet provvede negli anni seguenti al riequilibrio del numero di forge (acquistandole e poi chiudendole), fino ad allora cresciute in maniera poco razionale e senza rispetto del territorio locale.

Ben presto, grazie anche all'acquisizione di nuovi processi di lavorazione del metalllo, che permettono di ottimizzare e ridurre la quantità di combustibile necessaria per la produzione della ghisa, i prodotti delle ferriere Mongenet si contraddistinguono sul mercato, per il l'ottimo rapporto qualità/prezzo, sbaragliando letteralmente la concorrenza.

Le prime avvisaglie della crisi industriale

Purtroppo, sul finire del 1800 la crisi industriale colpirà anche l'attività di Mongenet, fino ad allora parsa inattaccabile.
La situazione rimarrà tale fino al 30 gennaio 1911, anno della costituzione della Società ferro ed acciaio, nel tentativo di contrastare la crescente concorrenza estera.

Con l'avento della prima guerra mondiale si assiste ad una ripresa, dovuta all'impulso dato dallo sforzo bellico.
La crisi purtroppo ricompare, come un eterno saliscendi, nell'immediato dopoguerra, per poi lasciare il posto ad una nuova età dell'oro dall'anno 1931, periodo in cui viene costituita la società che darà vita all' ILLSA-Viola.
Uno dei soci fondatori è il milanese Carlo Viola, che dirigerà l'azienda fino al 1941, anno della sua scomparsa.

L'ILLSA-Viola ha terminato la sua attività nel 1986, avendo nel periodo d'oro contribuito in modo importante allo sviluppo del paese; è stata una tappa fondamentale di un cammino che ci ha portati fino ad oggi.
L'area occupata in passato dagli stabilimenti ILLSA-Viola è stata riconvertita, oggi vi sorgono nuovi complessi industriali, nei quali nuove lavorazioni hanno preso il posto di quelle che ormai avevano concluso il loro ciclo vitale.