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Il Ponte Romano

Una millenaria costruzione tra leggenda e realtà storica.

La statua della Madonna della Guardia - foto Bertola SimoneSi è voluto dedicare una pagina "speciale" alla costruzione che forse più di ogni altra rappresenta lo spirito e l'essenza del nostro paese, senza voler essere monotoni sull'argomento mai "fuori moda" del Ponte Romano.

L'indubbio ed incontestabile valore storico ed artistico di un'opera che ha letteralmente attraversato le barriere del tempo (2000 anni di età per una costruzione simile non sono pochi!) per giungere a noi, superando anche il terribile bombardamento che colpì il paese ed i suoi abitanti il 23 Agosto del 1944, giustifica ampiamente l'importanza attribuitagli.

La Storia

Il passaggio sul ponte romano che imbocca la Via Roma - foto Bertola SimoneQuesto straordinario manufatto è opera dei romani e risale al periodo della conquista della Gallia, a partire dal II° secolo a.C.

Il Ponte venne eretto presumibilmente intorno al 25 a.C. (anno nel quale fu fondata Augusta Praetoria., l'attuale città di Aosta) e fa parte di tutta una serie di opere viarie (la cosiddetta Strada delle Gallie) utilizzate dai Romani per agevolare i trasporti e il controllo del territorio.
L'impetuoso torrente Lys, che divide letteralmente in due il paese rappresentava un indubbio ostacolo al passaggio dei conquistatori, i quali decisero di erigere questa possente costruzione, salda ed elegante.

E' doveroso fornire alcuni dati tecnici del ponte, per rendere l'idea della sua maestosità: la misura della corda è di 35,64 metri (la corda è quella linea retta che unisce i due punti estremi di un arco, N.d.A.), la larghezza complessiva è di 5,82 metri, mentre la carreggiata utile al transito è di 4,62 metri.
Altri particolari interessanti sono i modiglioni alla base del ponte: scanalature nelle quali venivano posizionate travi di legno, che servivano a fornire il sostegno necessario alla centina utilizzata per la costruzione dell'arco.

La leggenda

L'oratorio sul Ponte Romano - foto Bertola SimoneMa il Ponte Romano ormai è entrato nel mondo della leggenda che vuole esso sia opera non dell'ingegno umano, ma dell' oscura forza del diavolo in persona, il quale costruì il ponte nella speranza di ricevere in cambio la prima creatura che vi fosse transitata.
Il patto fu stipulato con San Martino (da cui il paese prende il nome), il quale sapeva bene con chi aveva a che fare.
Una volta che la diabolica costruzione fu terminata, il sant'uomo estrasse dal mantello un pane che gettò sul ponte; un cane affamato che Martino aveva portato con sè si lanciò per appropriarsi del saporito boccone e quella fu la prima creatura a transitare sul luciferino manufatto.
Il diavolo, accortosi di essere stato raggirato, risprofondò nell'inferno dal quale era venuto urlando e bestemmiando: sulla cima del ponte venne fatta, successivamente, erigere una cappella votiva a monito per tutti.