La tradizione industriale a Pont-Saint-Martin

In realtà la forza delle acque del Lys era stata sfruttata in epoche più remote per azionare macchine come mulini e forge per la lavorazione dei metalli: le prime notizie storiche risalgono infatti al XV secolo.

La famiglia Beccour
E' nel XVI secolo che si individua la prima famiglia che si dedicò all'attività di fucinatura: i Beccour.

Il capostipite Pietro Beccour intraprese l'attività di "gestore di fucine", e nel 1510 ottenne il permesso, dai signori di Pont-Saint-Martin, di insediare una forgia sulle sponde del torrente Lys. Nel corso del secolo successivo il numero di questi centri di lavorazione del metallo andò crescendo, e la siderurgia locale si sviluppò rigogliosa per arrivare al XVIII secolo, periodo che vide fra i nomi più conosciuti Bernardo Mutta, Giacomo Marchese, Carlo Michetti e Carlo Franceso Gastaldi.

Il "periodo d'oro"
Nel 1807 il nobile François Balthazard Mongenet, nativo della Haute-Saône (Francia) e riparato in Piemonte in seguito alle vicende della Rivoluzione Francese, acquistò altoforno, casa e beni della Socità Gastaldi: Domenico Vitale Gastaldi, figlio di Carlo Francesco, versava infatti in una situazione finanziaria precaria che lo costrinse a mettere in vendita tutta la sua azienda.

François Balthazard Mongenet può essere considerato il vero pioniere della siderurgia non solo valdostana, ma addirittura italiana.

Mongenet provvide al riequilibrio del numero di forge (acquistandole e poi chiudendole), fino ad allora cresciute in maniera poco razionale e senza rispetto del territorio locale. Grazie anche all'acquisizione di nuovi processi di lavorazione del metallo, che permettevano di ottimizzare e ridurre la quantità di combustibile necessaria per la produzione della ghisa, i prodotti delle ferriere Mongenet si contraddistinsero sul mercato per il l'ottimo rapporto qualità/prezzo, sbaragliando letteralmente la concorrenza.

Egli diventò il più grande industriale della zona: le sue fabbriche producevano 20.000 quintali di ottima ghisa, pari circa alla metà del quantitativo della Valle d'Aosta. tutto il paese venne completamente trasformato e cominciò a gravitare sulla nuova produzione industriale, sia per l'apporto di carbone di legna che per la manodopera specializzata.

La crisi industriale di fine Ottocento e l'I.L.S.S.A. Viola
La crisi industriale di fine Ottocento coinvolse anche questo stabilimento, finchè nel 1931, dopo alterne vicende legate a momentanee riprese dovute agli sforzi bellici della prima guierra mondiale, la tradizione siderurgica di Pont-Saint-Martin riprese il suo ruolo primario con la nascita di una nuova azienda, l'I.L.S.S.A. Viola. 

La fabbrica, fondata fra gli altri dal milanese Carlo Viola che la guidò fino al 1941, crebbe in poco tempo fino a raggiungere 1350 addetti, diventando una delle principali produttrici di acciaio inox.

Negli anni Ottanta del Novecento la crisi dell'acciaio colpì ancora una volta il panorama industriale di Pont-Saint-Martin, e l'I.L.L.S.A. Viola terminò la sua attività nel 1986.

L'industria contemporanea
L'area occupata in passato dagli stabilimenti I.L.L.S.A. Viola è stata riconvertita, oggi vi sorgono nuovi complessi industriali, nei quali nuove lavorazioni hanno preso il posto di quelle che ormai avevano concluso il loro ciclo vitale.