Il Ponte Romano

Il Ponte Romano

La massa muraria è alleggerita da alcune parti in pietrame più piccolo, delimitato da cornici che movimentano la sobria facciata. L'intradosso dell'arcata presenta cinque anelli paralleli a conci squadrati con quattro opportuni solchi intermedi, riempiti di un amalgama di malta e coccio pestato.

Nella parte alta i conci sono legati fra loro con insolite graffe di ferro: si tratta, secondo la leggenda, delle tracce lasciate da Satana!

Il ponte, la cui costruzione risale al 25 a.C., costituì per secoli l'unico passaggio sull'impetuoso torrente Lys. Grazie alla sua considerevole altezza (20,25 m.), non subì alcun danno nelle numerose inondazioni di cui è stato oggetto il territorio circostante.

Rimase anche miracolosamente intatto, tra un cumulo di rovine, durante il devastante bombardamento aereo alleato del 23 agosto 1944.

 

La leggenda del ponte
Si racconta che San Martino, vescovo di Tours, si trovasse a transitare in Valle d'Aosta per recarsi a Roma. Arrivato nel borgo, ai piedi del torrente Lys, dovette pernottarvi perchè, a causa del maltempo, era stata trascinata via dalle acque l'unica passerella esistente.

Fu proprio il santo ad avere la buona idea di proporre a Satana la costruzione di un nuovo ponte che venne realizzato in una sola notte, in cambio della prima anima che vi fosse transitata. All'alba San Martino, accompagnato da tutta la popolazione, si diresse sul nuovo ponte, bello, grande e soprattutto solido e, gettato un pane all'altra estremità, liberò un cagnolino affamato.

Satana, in attesa, si vide capitare tra le grinfie non un cristiano, ma il povero animale: per la gran rabbia, con terribili urla, botti e fumi di zolfo, scomparve per sempre nel Lys.

 

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